Antichi mestieri, i maestri artigiani della ceramica e del vetro, la navigazione sul fiume Arno in Valdelsa in Toscana.

Antichi mestieri della Valdelsa

Esistevano un tempo mestieri il cui sapere era nelle mani di coloro che lavoravano con l’esperienza tramandata da padre in figlio a garanzia di un futuro dove il senso della vita risiedeva nelle piccole cose, senso che oggi si riscopre attraverso preziosi manufatti artigianali.

Com‘è sempre avvenuto nella storia dell’umanità e delle scoperte più importanti, anche ciò che oggi è l’artigianato è nato dalle esigenze e dalle necessità essenziali per la vita quotidiana dell’uomo.

In Valdelsa in particolare la tradizione contadina e la produzione agricola hanno spinto l’uomo a sperimentare: dalla lavorazione delle ceramiche e delle terrecotte sono stati creati utensili e contenitori per alimenti e per l’olio extravergine di oliva, mentre i maestri vetrai lavorando il vetro hanno dato vita ai famosi fiaschi per il vino, ampolle per olio e damigiane impagliate oltre alle bottiglie con il caratteristico vetro verde empolese.

In Toscana e nella Valdelsa, la tradizione artigianale risale al Medioevo e si sviluppò nelle località e nei paesi lungo il fiume Arno.

Il fiume Arno è un territorio fertile, rigoglioso e ricco di boschi; un’importante risorsa per le popolazioni locali e per lo sviluppo dell’economia della regione e la nascita dei primi mestieri: sulle sponde del fiume, infatti veniva ricavata l’argilla utilizzata per i primi mestieri legati alla produzione di ceramiche e terrecotte da parte dei maestri ceramisti. I folti boschi, invece offrivano la materia prima  per alimentare le fornaci.
Sempre lungo il tratto del fiume Arno che attraversa la Valdelsa,per trasportare i primi prodotti manifatturieri, nasce a Capraia e Limite il mestiere del navicellaio: un esperto navigatore che trasportava le merci tra Firenze e Pisa navigando il fiume Arno. Questo spiega il motivo per cui molte fabbriche e molti artigiani della terracotta e della ceramica si trovano ancora oggi nella zona tra Montelupo, Capraia e Limite e Empoli.

Insieme al navicellaio e alla necessità di produrre imbarcazioni sempre più affidabili e capienti, nasce nel medioevo anche il mestiere del maestro d’ascia che realizzava le imbarcazioni adatte al trasporto di merci procurandosi il legname nei boschi del Montalbano.

Sempre in epoca medievale, le altre importanti vie di comunicazione che attraversavano la Toscana, come la Via Francigena e la Via Volterrana, contribuirono alla nascita e alla diffusione della lavorazione del vetro tra Gambassi e Montaione.

Accanto ad una agricoltura che si sviluppava caratterizzata dalla mezzadria e che vedeva i contadini sempre più impegnati nella coltivazione dei campi, dei vigneti e nella cura degli animali,  i boschi del territorio fornivano il legname per alimentare le fornaci dove i maestri bicchierai producevano oggetti di uso comune o contenitori in vetro per il vino.
In seguito il mestiere del bicchieraio divenne così importante da essere regolamentato da leggi speciali che vietavano di insegnare il mestiere fuori dai territori di Gambassi e Montaione. Tuttavia l’inevitabile espansione e commercializzazione dei manufatti in vetro fece sì che la richiesta di imparare il mestiere anche al di fuori dei comuni di Gambassi e Montaione diventasse sempre più importante.

Così che i mestieri del vetraio e del bicchieraio si diffusero in tutta la Valdelsa ed in particolare ad Empoli, dove oggi si trovano affermate vetrerie che producono oltre a contenitori in vetro e bottiglie, anche oggetti per l’arredamento della casa e illuminazione. Sembra che alcuni maestri vetrai, si spinsero fuori della Toscana arrivando perfino ad insegnare l’arte del vetro a Murano. 

In seguito allo sviluppo dell’industria della lavorazione del vetro e per far fronte alle necessità della fiorente produzione agricola della Valdelsa, nacquero e proliferarono le fiascaie. Le fiascaie, prevalentemente donne rivestivano i fiaschi per il vino con erba palustre raccolta nei pressi del Padule di Fucecchio. Era un mestiere molto diffuso e che per molti anni ha cateterizzato la zona della Valdelsa. Tutto ciò favorito dal fatto che nello stesso territorio venivano  prodotti sia il vino che i fiaschi e che da qui partivano per essere distribuiti in tutta Italia. Ancora oggi, anche se sempre più raramente, è possibile trovare in una delle antiche trattorie della Toscana i fiaschi di vino “vestiti” come una volta.

Un prezioso saggio delle produzioni artigiane locali del vetro e della ceramica può essere ammirato in occasione della "Festa Internazionale della Ceramica" e della rassegna "la Torre del Vetro", due appuntamenti che si rinnovano ogni anno, rispettivamente in giugno e in luglio, a Montelupo Fiorentino.

Più recentemente, a partire dagli anni Cinquanta-sessanta del secolo scorso, la Valdelsa si è caratterizzata per un forte sviluppo nel settore della moda, del tessile, della pelle e dell'abbigliamento, vedendo nascere molte imprese legate alla produzione di abbigliamento e calzature. La Valdelsa è quindi diventata uno dei più importanti poli industriali in Toscana del settore dell’abbigliamento in pelle, calzature e della confezione in Toscana e in Italia. Il personale impiegato in questo settore industriale era prevalentemente femminili: sarte che cucivano gli abiti nelle confezioni, e ricamatrici che abbellivano i capi di abbigliamento.

Merita di essere ricordata anche la tradizione della doratura delle cornici, mantenuta viva in Valdelsa e in particolare a Certaldo dagli artigiani che lavorano per le falegnamerie della zona. Un'arte, questa, che deriva dalla tecnica medievale della cosiddetta "foglia d'oro", utilizzata per la doratura delle tavole su cui venivano dipinti soprattutto  soggetti religiosi.

Oggi in epoca moderna, l’industria del turismo attrae in Toscana ed in Valdelsa ogni anno migliaia di visitatori attratti dalla ricchezza della arte e delle tradizioni culturali e artigianali nate dagli antichi mestieri tramandati fino ai giorni nostri.

L’industria del turismo ha dato vita alla nascita di nuovi mestieri legati all’antica tradizione dell’ospitalità: si trasforma così in senso  moderno il mestiere dell’operatore turistico e del ristoratore, mestieri che traggono ancora oggi molto dal senso di ospitalità e accoglienza tipici della Toscana.
Gli antichi ospitavano per la soste e il ristoro i pellegrini che nel medioevo viaggiavano lungo le principali vie di comunicazione come la Via Francigena ed i commercianti che percorrevano la Via Volterrana. Oggi le antiche poste di sosta sono state sostituite da moderne strutture ricettive dove attenti e scrupolosi operatori turistici  gestiscono le strutture ricettive di vario tipo.

Le antiche fattorie e case coloniche sono state ristrutturate e trasformate in agriturismo, case vacanza, hotel, campeggi, bed and breakfast e ostelli, senza mai dimenticare l’antica tradizione dell’ospitalità che in Toscana e in particolare in Valdelsa è tramandata da secoli.

Anche le locande, sono divenute ristoranti, trattorie, osterie e pizzerie dove oggi è possibile degustare i piatti della tradizione culinaria Toscana preparati con i prodotti tipici della agricoltura. Un viaggio in Toscana non sarebbe lo stesso senza un pranzo o una cena a base di salumi e formaggi ed accompagnata da uno di moli vini prodoti nella Valdelsa.

E' in questa cultura fatta di cose semplici ed in cui la necessità ha sviluppato gli antichi mestieri, che affondano le proprie radici i manufatti dell’artigianato locale.

Trascorrere una vacanza in Toscana nella Valdelsa, significa percorrere un viaggio attraverso la storia per conoscere le nobili arti che in un tempo non troppo lontano facevano parte del quotidiano. Significa anche  rivivere il nostro passato, quello dei nostri genitori o dei nostri nonni, e conoscere il fascino di tutto ciò che accompagnava le lunghe giornate di lavoro.

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