Storia della Valdelsa in Toscana dall'età del bronzo agli etruschi, dal medioevo al dopoguerra e fino ai giorni nostri.

Storia della Valdelsa

Età del bronzo

La presenza umana in Valdelsa è documentata fin dall’età del bronzo, come testimoniano alcuni ritrovamenti di ceramiche nella zona di Capraia e Limite presso il parco archeologico di Montereggi ed alcuni reperti ritrovati nei pressi del Padule di Fucecchio relative a capanne costruite 15 secoli a.C.

Gli Etruschi

Tuttavia un vero e proprio sviluppo demografico si ebbe a partire dall’epoca degli etruschi, quando  la Valdelsa si trova ad essere un territorio di passaggio obbligato durante il periodo di espansione di Fiesole, Volterra ed Arezzo. Da qui infatti merci e i viandanti percorrevano le strade come la Via Volterrana e utilizzavano il fiume Arno come via di comunicazione.

La presenza degli etruschi è testimoniata da numerosi ritrovamenti archeologici nei pressi di Gambassi Terme e Montaione che si trovavano lungo la Via Volterrana e vicino a Montelupo dove al tempo degli etruschi si trovava uno scalo fluviale sul fiume Arno. Anche vicino a Montespertoli risultavano abitare gli etruschi come risulta dalla toponomastica di alcune località: Coeli Aula, Poppiano e Montagnana.

Il periodo Romano

Durante il periodo romano si assiste ad una rapida decadenza. Il territorio della Valdelsa perse d’importanza a causa di una organizzazione territoriale imposta da Roma. Sono infatti scarsi anche i ritrovamenti, tuttavia la presenza dei romani è testimoniata dai ritrovamenti di una Cisterna Romana a Montaione utilizzata per la raccolta delle acque e dalla costruzione di alcune ville romane come la Villa Romana del Vergigno risalente al I secolo a.C i cui resti si trovano nei pressi di Montelupo.

Anche Certaldo, Gambassi furono abitate dai romani in quanto si trovavano nelle vicinanze di importanti direttive viarie per il commercio.

Dal 1000 al 1400

Fu a partire dal medioevo che nel territorio della Valdelsa avviene un’inversione di tendenza e acquista una vitalità notevole, agevolato dai traffici che si spostavano sulla Via Fracigena - un’arteria di importanza internazionale lungo la quale si spostavano i pellegrini che dal nord europa si dirigevano a Roma - e sulla Via Volterrana.

I terreni vengono coltivati e gli insediamenti abitativi crescono. La vitalità umana di questo periodo si riflette nella nascita dei primi lavori artigianali come la lavorazione del vetro e della ceramica, mentre nel resto del territorio rimangono agricoltura e allevamento. Anche dal punto di vista architettonico il territorio della Valdelsa assiste ad un rapido sviluppo.

E’ così che sono giunti fino ad oggi gli antichi borghi che mostrano chiaramente le loro origini medievali, le pievi e le chiese romaniche e i castelli, testimoni di un epoca di grande splendore come testimoniano ancora oggi i borghi – rimasti più o meno intatti - di Montaione e Gambassi, Certaldo, Capraia, Vinci, Cerreto Guidi e Fucecchio.

Anche quando non restano tracce architettoniche, ci sono i documenti e storia a raccontare di antichi castelli come quello di Semifonte, nata per volontà di Enrico VI e dei Conti Alberti nel 1180, giunta rapidamente a 15.000 abitanti e distrutta completamente dalle truppe di Firenze nel 1202.

Tutta la Valdelsa, diventa così il teatro preferito degli scontri tra città-stato della Toscana tra Firenze, Pisa, Siena, Pistoia, Lucca, Volterra e San Gimignano.

Fu in questo periodo che si succedettero le più importanti famiglie della Toscana. Tra il XI e il XIII secolo i territori a Nord della Valdelsa lungo il fiume Arno furono prima sotto il dominio dei Cadolingi come il Castello di Montelupo, il Castello di Fucecchio e poi dei Conti Guidi i quali possedettero, il Castello di Montelupo (strappandolo ai Cadolingi) il Castello dei Conti Guidi a Vinci e il castello di Cerreto Guidi (che si chiamò così proprio in onore di questa famiglia), ed avevano dei feudi a Empoli e Castelfiorentino.

Certaldo, così come il Castello di Capraia si trovava invece sotto il dominio del Conti Alberti di Prato.

Il prevalere di Firenze sulla Valdelsa – dalla valle dell’Arno fino a Gambassi e Certaldo – finì col strappare il dominio dei Conti Guidi e dei Conti Alberti (spesso distruggendo completamente alcune città come Semifonte distrutta nel 1202). Comunque l’espansione di Firenze in Valdelsa dopo numerose guerre è già completa ai primi del 1400 con l’affermarsi della propria supremazia politica ed economica nonostante la peste del 1348 e il conseguente calo demografico e decadenza economica.

Dal 1400 al 1600

Fu con il dominio di Firenze, sotto la guida della potente famiglia Toscane dei Medici – che in questo periodo la vitalità urbana si sviluppa, e con essa l’artigianato del vetro a Gambassi e Montaione, della ceramica a Montelupo, mentre il traffico di merci lungo il fiume Arno portò allo sviluppo dell’industria navale a Capraia e Limite. Nascono così nuovi mestieri come i “bicchierai” (e in seguito le “fiascaie”), i maestri d’ascia e i maestri della ceramica.

Nel resto del territorio le attività prevalenti sono l’agricoltura e l’allevamento.

A seguito dello sviluppo economico i Medici trasformano i vecchi castelli e manieri militari in ville (Villa dell’Ambrogiana a Montelupo, la Villa Medicea a Cerreto Guidi costruita da Cosimo I dei Medici sui resti del Castello dei Conti Guidi) per le loro dimore estive o adibiscono vasti territori per svago, come il Barco reale nei pressi di Capraia e Limite che era una riserva di caccia.

In questo periodo anche a Montespertoli, importanti e nobili famiglie come i Guicciardini, Frescobaldi, Acciaioli, Rucellai, Strozzi Barbadori costruiscono ville e castelli (Castello di Poppiano, Castello di Montegufoni e Castello di Sonnino).

Dal 1600 al 1900

Con il XVII secolo, inizia la decadenza della famiglia dei Medici e con essa inizia la crisi nel commercio, carestia e alcune pestilenze, tra cui quella del 1630 a Montelupo che decimò tanti maestri ceramisti, e quella del 1631 a Cerreto Guidi (una località nelle vicinanze si chiama ancora oggi Lazzaretto, che al tempo era il luogo dove venavi messi i malati di peste).

Dopo la famiglia dei Medici successe al Granducato di Toscana la famiglia dei Lorena.

Con l'inizio del XVIII secolo, per merito delle riforme del Granduca di Toscana Leopoldo I di Lorena, venne dato un nuovo impulso all'economia del territorio della Valdelsa, determinato anche dalla realizzazione di importanti vie di comunicazione mettendola in contatto con le più famose città della Toscana, in particolare realizzando la ferrovia Leopolda tra Firenze e Pisa e costruendo il ponte sul fiume Arno. (in questo caso Empoli divenne il maggior centro di scambi commerciali della Valdelsa e lo è tutt’oggi. Si sviluppò l’industria dell’abbigliamento, della pelle e del vetro).

Il principale provvedimento legislativo voluto da Pietro Leopoldo di Lorena fu l'abolizione della pena di morte, avvenuta il 30 novembre 1786, che ha permesso al Granducato di Toscana di diventare il primo stato al mondo nel quale è stata abolita la pena capitale.

Anche il territorio lungo la valle del fiume Elsa, si sviluppò a partire dal 1700 e in particolare dal 1849 quando fu costruita la ferrovia Empoli-Siena favorendo la crescita di attività artigianali legate alla lavorazione del vetro e del tabacco.

Inoltre, grazie alla politica dei Lorena, il territorio lungo la valle dell’Elsa si sviluppa in seguito con la valorizzazione del territorio grazie alla scuola di Agraria Italiana di Cosimo Ridolfi istituita nella Villa di Meleto nei pressi di Castelfiorentino.

Dal dopoguerra ad oggi

Ancora oggi l’attività industriale si concentra lungo le principali arterie stradali, lungo la statale 429 nella valle del fiume Elsa, affiancata dalla ferrovia Firenze Siena e la superstrada Firenze-Pisa-Livorno che corre di fianco alla ferrovia Firenze-Pisa.

Il decollo economico a partire dagli anni ’50, a seguito della ricostruzione del dopoguerra cresce il fenomeno della deruralizzazione mettendo in crisi definitivamente il sistema agricolo basato sulla mezzadria, e vide sviluppare l’industria dell’abbigliamento, delle cornici, mobilifici e calzaturifici tra Castelfiorentino e Certaldo, l’industria del vetro e della ceramica tra Empoli e Montelupo, e della pelle a Fucecchio.

Nonostante lo sviluppo dell’industria, è sempre l’agricoltura a dare l’impronta al territorio. In particolare, (i territori che non si affacciano direttamente sulle vie di comunicazioni) i territori di Montaione, Gambassi Terme, Montespertoli e Vinci primeggiano in Toscana per la bellezza del loro territorio e per la qualità dei prodotti tipici.

Oggi, anche se sono diminuiti alcuni tipi di colture e si sono ridimensionati gli allevamenti, restano ancora notevoli le coltivazioni di oliveti e vigneti con la produzione di olio e vino che ogni anno richiamano grandi flussi turistici da tutto il mondo (attratti anche dalle produzioni artigianali di grande qualità), ed in particolare dai vicini stati europei e dagli Stati Uniti, che vengono alla scoperta delle antiche tradizioni culturali, gastronomiche e artigianali ancora vive negli abitanti della Valdelsa.

Se a questo si aggiunge un territorio che è rimasto incontaminato, si deduce che oggi il turismo è l’industria del nuovo millennio.