I "Navicellai"

Anche se la tradizione di maestri d'ascia, esperti costruttori di scafi, sviluppatasi a Capraia e Limite nel Cinquecento, è arrivata fino ai nostri giorni, era quella dei navicellai la categoria più potente e più agiata.

Dal 1000 in poi i navicellai crebbero talmente tanto di importanza che arrivarono anche ad impegnarsi in missioni straordinarie per conto del governo centrale e soprattutto dei Medici – Signori potenti della Toscana - trasportando materiali da costruzione per grandi opere pubbliche oppure il ferro grezzo che dalla maremma era destinato alle ferriere della Montagna pistoiese.

La categoria dei navicellai crebbe presto d'importanza, per l'abilità che il fiume richiedeva, al punto che divennero i migliori navigatori dell'Arno da Firenze alla foce e la loro fama si sparse per tutta la Toscana. Non è un caso se nel 1861 a Limite venne fondata la prima Società Canottieri d'Italia.

L'importanza dei navicellai contribuì allo sviluppo e alla costruzione di imbarcazioni sempre più adatte al trasporto fluviale, al punto che ancora oggi è una attività molto importante del territorio e rappresenta uno dei più qualificati centri in tutta la Toscana, anche se molti cantieri si sono spostati sulla costa.

Per conoscere più da vicino l'importanza di questa attività tradizionale è possibile visitare il Museo della Cantieristica Navale a Limite.

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L'antica industria navale di Capraia e Limite
La necessità di trasportare le merci lungo il fiume Arno verso Firenze o verso la Costa della Toscana, permise lo sviluppò una grande industria navale e cantieristica nei pressi di Capraia e Limite, i cui “navicellai” erano considerati i migliori navigatori dell'Arno.
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