I maestri ceramisti e vasai di Montelupo

Grazie agli esperti maestri ceramisti e vasai che con la loro abilità realizzarono opere che ancora oggi è possibile ammirare in molte ville e chiese sparse in tutta la Toscana, la lavorazione della ceramiche ha reso famosa Montelupo.

I maestri ceramisti utilizzavano come materia prima per le loro creazioni, l'argilla, raccolta lungo le sponde del fiume Arno; la separavano e la depuravano decantandola nell'acqua.

Alimentavano le fornaci, con il fuoco prodotto dalle quantità di legname che trovavano nelle vicinanze e nei boschi alle pendici del Montalbano. Le cotture, una prima per il "biscotto" (la ceramica grezza), e una seconda per la maiolica venivano fatte raramente, perché prima bisognava riempire tutto il forno per non consumare inutilmente il fuoco e il combustibile.

Il maestro del forno controllava attentamente la temperatura da cui dipendeva la tonalità e la purezza dei colori delle ceramiche. Gli impasti delle argille, così come le ricette dei colori e degli smalti erano dei veri e propri segreti che custodivano i maestri ceramisti e le loro famiglie.

Creare un colore significava raccogliere elementi minerali, vegetali e animali, trattarli e sperimentarli. Ad esempio, dipingendo una ceramica con il pigmento bruno esce dal forno di colore azzurro, dal pigmento rosso si ottiene il verde.
I ceramisti avevano uno stretto legame con la chimica dei colori, insegnata dai maestri arabi e iberici.

La metà del XVI secolo segna l'inizio di una grande crisi, che unita alla carestia e alla peste del 1630 decimerà il numero dei maestri ceramisti.
Un caso particolare fu quello del 1592, quando il Granduca di Toscana Ferdinando I de' Medici accogliendo una supplica dei maestri vasai di Montelupo ordinò maioliche per 800 ducati, sufficienti a sostenere le famiglie dei vasai di Montelupo per due anni.

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Storia della ceramica di Montelupo in Toscana
La tradizione della ceramica a Montelupo risale alla seconda metà del XIII secolo, quando si iniziano a produrre le prime “maioliche arcaiche”. Queste prime lavorazioni della ceramica con rivestimento smaltato sono simili a quelle effettuate in altre zone della Toscana come Pisa, Firenze, Bacchereto e Pistoia, con decori simili alle ceramiche smaltate della Catalogna, della Provenza e delle Baleari.
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Che cos'è il Bistugio?
Il "Bistugio" è un termine tecnico che compare nei documenti relativi alla lavorazione della ceramica dal XV al XVIII secolo.
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