Pieve di San Pietro a Sant'Amato

sanpietroamato
Pieve di San pietro in Sant'Amato
Se si prosegue la strada che conduce alla Casa di Leonardo, dopo pochi chilometri da Vinci, si raggiunge la località Sant’Amato. Qui si trova la Pieve di San Pietro.

La pieve, che secondo la tradizione venne costruita per volontà della contessa Matilde di Cannossa, rappresenta un notevole esempio di architettura romanica in Toscana, come risulta dal tetto a capanna, dall'abside semicircolare e dal paramento murario sulle fiancate.

 

Pieve di San Pietro Apostolo a Vitolini

sanpietrovitolini
Pieve di San Pietro Apostolo a Vitolini
In località Vitolini, si trova la Pieve di San Pietro Apostolo, le cui prime notizie risalgono al 1132 in un documento del vescovo Ildibrando, in cui si ricordava della "Ecclesia San Petri de Vitorino".

La Pieve di San Pietro è inoltre ricordata nel 1276 come dipendente dalla Pieve di San Giovanni Battista in Greti, e nei verbali delle visite pastorali del vescovo Vivenzi nel 1376.

L'edificio attuale è il risultato di diverse modifiche avvenute nel corso del tempo. La facciata romanica venne modificata nel XVI secolo con la costruzione di una vano sopra il portale di ingresso protetto da una loggia.
Il campanile, situato alla destra della pieve, venne riedificato nel 1700 sui resti di quello precedente ed ospita una campana in bronzo fusa nel 1285.

Il suo interno, a pianta rettangolare e a navata unica, si presenta con il presbiterio in posizione rialzata rispetto al corpo centrale.
L'altare maggiore è dedicato a San Pietro e risale al 1756, quello di destra, risalente al 1754, è dedicato alla "Vergine del Santo Rosario" e custodisce una pala raffigurante "La Visitazione", mentre in quello di sinistra dedicato alla Visitazione si trova un dipinto raffigurante "L'incredulità di San Tommaso".

Risulta interessante sapere che prima del restauro avvenuto nel 1940 nella Pieve di San Pietro si trovavano ben sei altari.

Chiesa di Santa Maria Assunta a Faltognano

santamariafaltognano_2
Chiesa di Santa Maria Assunta
La Chiesa di Santa Maria Assunta si trova a Faltognano, una località immersa nella campagna Toscana e circondata da uliveti e vigneti, che si raggiunge percorrendo via Faltognano, la strada che dalla casa di Leonardo conduce a Vitolini.

La chiesa, già esistente nel 1200, venne più volte modificata nel tempo, fino alla ricostruzione nel 1895 in stile neorinascimentale.

La Chiesa di Santa Maria Assunta presenta un interno a navata unica con copertura a volte, mentre all'esterno è caratterizzata da un basso campanile, un porticato e una terrazza erbosa su cui fa ombra un maestoso leccio secolare e da cui si può ammirare un panorama mozzafiato.

Pieve di San Giovanni Battista in Greti a San Ansano

sangiovannisanansano_2
Pieve di San Giovanni Battista
in Greti a San Ansano
La Pieve romanica di San Giovanni Battista in Greti, è considerato il luogo di fede più antico e ricco di storia del territorio di Vinci, è situato alle pendici delle colline del Montalbano si in località San Ansano. Le prime notizie si hanno in un diploma dell'Imperatore Ottone III nel 998 come dipendente della Diocesi di Pistoia.
La Chiesa venne in seguito dedicata anche a Sant'Ansano, il cui corpo ritrovato a Siena suscitò profonde emozioni, e del quale la pieve riuscì a procurarsi la reliquia del dito

Anche se subì alcune modifiche nel corso del XVII e XVIII secolo, grazie ad un restauro avvenuto nel secondo dopoguerra, sono stati riportati alla luce alcuni elementi della struttura originale.

La Chiesa, a pianta rettangolare, presenta al suo interno a tre navate separate da archi a tutto sesto su eleganti colonne, i cui capitelli presentano notevoli esempi di decorazione scultorea.

Di particolare interesse la pala d'altare a tempera di scuola giottesca del secolo XIV con "Sant'Ansano e angeli", e nel coro la tela raffigurante "Sant' Alessandro I Papa liberato dal carcere da un angelo" (1625) opera del pittore senese Rutilio Manetti.

E' inoltre possibile ammirare una pregevole opera realizzata da un artista fiorentino del XVII secolo e raffigurante "Sant'Antonio da Padova, San Brunone e San Filippo Neri", due acquasantiere in marmo del XVII secolo, e un "ciborio" in marmo del XVI secolo con sportellino dipinto raffigurante "l'Effusio Sanguinis".

Chiesa di Santa Lucia a Paterno

santaluciapaterno
Chiesa di Santa Lucia a Paterno
La Chiesa di Santa Lucia a Paterno si raggiunge proseguendo per pochi chilometri la Via di Anchiano dalla Casa di Leonardo e salendo sulle pendici del Montalbano. Viene ricordata per la prima volta nel 1254 come “Ecclesia S.Lucia a Paterno comunis Vinci” a seguito di una vendita di beni da parte del conte Guido di Romena al comune di Firenze. Viene ricordata per la prima volta nel 1254 come "Ecclesia S.Lucia a Paterno comunis Vinci" a seguito di una vendita di beni da parte del conte Guido di Romena al comune di Firenze.

Durante il XVII secolo fu unificata con la vicina Chiesa di San Lorenzo ad Arniano. Come attesta una lapide in marmo apposta sulla porta di ingresso, venne riedificata nel 1737 ad opera di Domenico Baldacci in quanto un fulmine aveva rovinato la chiesa e il campanile.

Al suo esterno si presenta con un portale lavorato e ornato da un arco in pietra arenaria, recuperato dall'antico edificio romanico, e sopra al quale è stata ricavata un'ampia finestra. L'interno, a pianta rettangolare e a navata unica, ha una copertura costituita da volte a botte, ed è ben conservato nel suo stile settecentesco presentandosi ricco di arredi sacri.

Sull'altare, risalente al 1666 dedicato a San Francesco, è posta una tela che raffigura "San Francesco e Sant'Antonio" risalente tra il 1666 e il 1674, mentre sull'altare maggiore è posto un Crocifisso ligneo del XIX secolo.

Il coro è ornato con una pala d'altare raffigurante il "Martirio di Santa Lucia" e risalente tra il 1735 e il 1756, la volta è affrescata con un dipinto che raffigura "L'incoronazione della Vergine", e sulle pareti sono affisse 14 litografie che rappresentano le stazioni della Via Crucis opera del parigino H. Jannin. Il fonte battesimale fu realizzato nel 1923 ed è opera dello scultore Umberto Bacci di Seravezza.